Cosa portare in un viaggio a piedi? Parte prima: scarpe e calze da trekking.

Ti affascina scoprire un territorio con il lento procedere dei passi? Ne avresti voglia, ma non sai cosa mettere nella tua valigia o cosa indossare durante il percorso?

In questo primo scritto, cerco di rispondere a quest’ultima domanda, mettendo in evidenza le scarpe e le calze utili per vivere un viaggio a piedi in tutta sicurezza e comfort.

Il nostro mezzo di trasporto in un cammino sono i piedi. Per tale motivo, essi devono ricevere le nostre più accurate attenzioni, per non trasformare ogni singolo passo in un piccolo o grande fastidio. Quindi, scarpe e calze da trekking diventano fondamentali per far sì che non si presentino vesciche, arrossamenti, distorsioni o altri dolori e inconvenienti. E in un cammino i passi sono centinaia di migliaia…

Perciò, quando sei davanti alla scelta di acquistare uno scarpone e/o un paio di calze, non farti allettare dai prezzi bassi. Molto spesso essi sono sinonimi di scarsa qualità del prodotto. Punta la qualità. Spenderai di più, sicuramente. Ma un acquisto di qualità sarà certamente ammortizzato nel tempo e non ti procurerà fastidiosi inconvenienti.

Parlando delle scarpe da trekking, la prima cosa da tenere in considerazione è che devono essere della giusta misura. Sembra scontato, ma le vesciche sono il risultato di una calzatura non conformata ai piedi. Le scarpe non devono essere né troppo strette, né troppo larghe. Vanno provate con dei calzettoni da escursionismo, allacciandole per bene. Camminateci e vedete se il tallone sale e scende o se è immobile. Se le punte dei piedi vanno avanti e indietro o se la pianta è più o meno larga o stretta. Insomma, devono essere ottimamente calzanti, senza grandi possibilità di movimento per il piede.

La seconda e fondamentale caratteristica di una buona calzatura per l’escursionismo è che deve darti traspirabilità e impermeabilità. Sul mercato esistono diverse membrane che permettono tali peculiarità. La migliore sembra essere quella denominata gore-tex.

La terza è che gli scarponi da trekking devono garantirti stabilità, versatilità, protezione e comfort. Questi elementi distintivi si raggiungono con la rigidità della tomaia e della suola.

Una tomaia maggiormente rigida protegge dagli urti, sostiene le caviglie, ammortizza il passo e garantisce un’ottima tenuta. La rigidità è differente e maggiore in base alla tipologia di terreno su cui si sviluppa il viaggio a piedi. Inoltre, può essere abbinata maggiormente ad alcune stagioni dell’anno, rispetto ad altre.

Mi spiego:

  1. Se il trekking si sviluppa su terreni mediamente accidentati (carrarecce, sentieri in terra battuta, mulattiere) e nella stagione estiva, possono andare bene delle scarpe da trekking leggere, che garantiscano flessibilità e morbidezza della tomaia e della suola, oltre che un buon sostegno della caviglia. Dando uno sguardo superficiale al territorio molisano, queste scarpe potrebbero andare bene in trekking collinari o che si sviluppano sulla rete tratturale. Occhio, però, se è piovuto o se c’è la brina, la rugiada o il terreno sghiacciato. Data la natura argillosa del terreno collinare molisano, esso tende ad essere scivoloso e a inzupparsi d’acqua, diventando poco agevole al cammino.
  2. Se il viaggio a piedi si snoda su terreni impervi e ripidi, su pietraie, ghiaioni, piccole sporgenze rocciose inframmezzate da terra, possono essere molto utili degli scarponi medi. Queste scarpe proteggono meglio le caviglie e i piedi dagli urti e dalle sollecitazioni. Sono maggiormente caldi rispetto a quelli leggeri e, per molti escursionisti (compreso me), sono ideali per essere utilizzati durante tutto l’anno e su tutti i terreni. Guardando al Molise, potrebbero essere usati in trekking di montagna sul nostro Appennino sannita (Mainarde e Matese) o su zone subappenniniche, ma comunque montane (alto Molise e Montagnola Molisana), in special modo in primavera, estate e autunno. Oppure, potrebbero essere utili in inverno con le racchette da neve, ma su sentieri con scarse pendenze e senza neve ghiacciata o ghiaccio vivo (in questo caso utilizzabili con i ramponcini, facendo sempre molta attenzione). O in collina.
  3. Se il trekking si sviluppa in alta quota, su terreni difficili e rocciosi, oltre che in inverno, gli scarponi pesanti sono ideali. La loro particolare rigidità e stabilità offre la massima protezione contro urti e freddo. Inoltre, sono ramponabili per escursioni su ghiaccio. In Molise si potrebbero utilizzare, in inverno e con i ramponi, dai 1500 metri di quota in su dell’Appennino sannita, in presenza di ghiaccio e neve ghiacciata.

Dando attenzione alla suola, essa deve essere multi-strato. Come ce ne rendiamo conto? Spesso dai diversi colori che la caratterizzano, visibili a occhio. Partendo dal basso i vari pezzi del multi-strato sono:

  1. una suola con tacco accentuato, garante di una maggiore sicurezza in discesa, e con battistrada molto spaziato e autopulente. Solitamente questo unico pezzo è di colore nero.
  2. un’intersuola in gomma microporosa e resistente alla compressione. Tale strato è a contatto con la tomaia e con la parte più esterna della suola. Spesso è gialla/arancione nella parte posteriore, grigia in quella mediana e rossa in quella anteriore. Ma presenta anche altri colori.
  3. un inserto posteriore e anteriore a cui agganciare i ramponi. Utile sul ghiaccio e sulla neve ghiacciata, l’inserto può essere di colore arancione ed è sempre scanalato.
  4. sottopiedi in fibra di vetro, classicamente chiamati suolette, e che vanno all’interno della scarpa.

Anche per le suole esistono tanti modelli e marchi. Le migliori sembrano essere quelle etichettate vibram.

Un ultimo aspetto relativo alle scarpe da trekking è la loro manutenzione. Alla fine di una giornata di cammino, per prima cosa, togliere la suoletta dalla scarpa, facendola asciugare all’aria, evitando fonti di calore. Per pulirle, usa un panno umido. Per eliminare i cattivi odori dall’interno, puoi usare un po’ di bicarbonato di sodio.

Per quanto riguarda le calze, ricorda che sono fondamentali per la buona riuscita di un viaggio a piedi e che sono in connessione con le scarpe. Un paio di calze non idonee riduce la funzionalità della scarpa e viceversa.

Delle buone calze per l’escursionismo in estate sono composte da cotone e poliestere. Il poliestere della tipologia “coolmax” assicura la migliore traspirabilità. In inverno vanno bene delle calze in poliestere, anche misto a lana. Le migliori per l’inverno sono quelle in “termalite”, che trattengono il calore.

In generale, delle buone calze per il trekking hanno un tessuto rinforzato sui talloni, sulle dita dei piedi e sulle tibie. Inoltre, non si usurano facilmente, si asciugano rapidamente e, spesso, hanno un trattamento antibatterico.


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